Sovraindebitamento per debitore incapiente: quando anche chi non ha reddito può trovare una via d’uscita
Nel contesto delle procedure per la gestione della crisi da sovraindebitamento, la figura dell’incapiente ha
assunto un ruolo sempre più rilevante, grazie a un inquadramento giuridico specifico e a strumenti pensati
per offrire una soluzione anche a chi si trova privo di risorse. Viene considerato incapiente colui che no
dispone di un reddito sufficiente a garantire neppure il soddisfacimento parziale dei creditori, né possiede
beni utilmente liquidabili. Si tratta, dunque, di soggetti in stato di persistente difficoltà economica, spesso
disoccupati, inoccupati, percettori di minime prestazioni assistenziali o pensionistiche, o comunque in
condizioni tali da non poter proporre un piano di rientro credibile. La condizione di incapienza non esclude
la possibilità di accedere a una procedura di sovraindebitamento: al contrario, è proprio per questi soggetti
che l’ordinamento ha previsto la procedura di esdebitazione del debitore incapiente.
La normativa attuale consente anche a chi si trova in una situazione di assoluta indigenza di ottenere, a
determinate condizioni, la cancellazione dei debiti non pagati. Si tratta di una misura straordinaria, pensata
per garantire una forma minima di tutela a coloro che, pur incolpevoli, si trovano impossibilitati a rimborsare
i propri creditori. La richiesta di esdebitazione per incapienza viene presentata al tribunale competente, che
verifica l’esistenza dei requisiti. Elementi fondamentali sono l’assenza di beni o redditi utili alla liquidazione
e la dimostrazione di aver tenuto una condotta improntata a correttezza e buona fede.
La procedura non prevede alcuna proposta di pagamento, poiché per definizione il debitore incapiente non è
in grado di offrire alcun ristoro. Tuttavia, la valutazione del giudice tiene conto di diversi fattori, tra cui
l’origine dell’indebitamento, il comportamento del debitore negli anni precedenti la domanda e l’eventuale
presenza di precedenti tentativi di rientro. Viene inoltre valutata la disponibilità a collaborare con gli organi
della procedura e l’assenza di atti in frode ai creditori. In caso di accoglimento della domanda, il debitore
viene liberato dai debiti residui, con l’esclusione delle obbligazioni non esdebitabili, come quelle derivanti
da sanzioni penali, danni da fatto illecito e obblighi di mantenimento.
La procedura di esdebitazione per incapiente si distingue dalle altre forme di composizione della crisi in
quanto non richiede né il consenso dei creditori né la disponibilità di un patrimonio da liquidare. Questo
aspetto la rende particolarmente rilevante per una fascia ampia di popolazione che, pur non avendo
formalmente una fonte di reddito stabile, continua a essere gravata da obbligazioni pregresse non sostenibili.
In molti casi, si tratta di ex lavoratori colpiti da eventi imprevisti, come licenziamenti, malattie o separazioni,
che si sono ritrovati improvvisamente nell’impossibilità di far fronte ai propri impegni finanziari.
Un elemento importante da considerare è che l’esdebitazione del debitore incapiente può essere richiesta una
sola volta nella vita. Questa unicità implica la necessità di valutare con attenzione il momento in cui attivare
la procedura, riservandola a situazioni effettivamente compromesse e non reversibili. Qualora, in un secondo
momento, il soggetto incapiente dovesse trovarsi in una condizione economica migliorata, il giudice può
eventualmente disporre un versamento volontario a favore dei creditori, senza che ciò incida sulla validità
dell’esdebitazione già concessa.
Nonostante la natura residuale di questa procedura, i dati raccolti negli ultimi anni mostrano un incremento
delle domande presentate da soggetti in stato di incapacità economica permanente, a testimonianza di quanto
il problema del sovraindebitamento sia trasversale e non riguardi soltanto chi ha accumulato passività
elevate. Anche piccoli debiti, se rapportati all’assenza di reddito e di patrimonio, possono costituire un
ostacolo insormontabile alla ripresa personale e sociale del debitore.
La finalità ultima della normativa in materia di sovraindebitamento è proprio quella di offrire una seconda
possibilità, anche a chi non ha nulla da offrire se non la propria buona fede. La liberazione dai debiti,
ottenuta attraverso un percorso regolato e trasparente, rappresenta per molti soggetti incapienti l’unica via
per uscire dall’invisibilità economica e sociale, recuperando dignità e prospettive.
Per chi si trova in condizioni di totale incapienza, i consulenti di Ripartire da Zero offrono un supporto
qualificato e Professionale nell’avvio della procedura di esdebitazione, valutando caso per caso la possibilità
di ottenere una definitiva liberazione dai debiti attraverso gli strumenti previsti dalla normativa vigente.



