Sovraindebitamento: pro e contro
In Italia, sempre più persone si trovano a dover affrontare il peso di debiti che non riescono più a
sostenere. La perdita del lavoro, una separazione, un investimento andato male o anche solo un
periodo di difficoltà economica possono portare famiglie e piccoli imprenditori a ritrovarsi in una
spirale apparentemente senza uscita. È in questo contesto che entra in gioco la normativa sul
sovraindebitamento: nell’estate del 2022 il sovraindebitamento è stato riformato dal Codice della
Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII), i cui contenuti si rifanno all’ex legge 3/2012, nota
anche come “legge salva suicidi”.
Ma che cos’è il sovraindebitamento? In termini giuridici, è la condizione di perdurante squilibrio
tra i debiti contratti e la capacità di adempiervi. La legge, intervenuta per colmare un vuoto
normativo importante, permette ai soggetti non fallibili – persone fisiche compresi i pensionati,
lavoratori autonomi, professionisti iscritti ad albi, aziende agricole ed altre p.iva – di accedere a
strumenti di composizione della crisi. Lo scopo è quello di agevolare il debitore affinché possa
ristrutturare o estinguere i debiti in maniera sostenibile e, anche, ottenere la cancellazione dei
debiti residui tramite il processo di esdebitazione.
Uno degli aspetti più rilevanti di questa normativa è che consente al debitore di affrontare la
propria condizione senza nascondersi, con la tutela della legge e l’intervento del tribunale. Le
procedure previste – tra cui l’accordo con i creditori, il piano del consumatore e la liquidazione
controllata – permettono di bloccare le azioni esecutive come pignoramenti e decreti ingiuntivi,
dando un po’ di respiro a chi si trova in una situazione complicata. Il piano del consumatore, in
particolare, è pensato per i debitori non imprenditori e può essere approvato anche senza il
consenso dei creditori, a patto che il tribunale ne riconosca la fattibilità e la buona fede del
debitore. Si applica a persone con busta paga o reddito certo.
È innegabile che questa legge rappresenti una svolta. Permette a migliaia di persone di ricostruire
la propria vita, non solo economicamente ma anche psicologicamente, liberandole da un senso di
colpa e fallimento spesso devastante. Tuttavia, non è una bacchetta magica. Le procedure sono
articolate, richiedono il supporto di un professionista esperto in materia di sovraindebitamento e il
coinvolgimento dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC), che funge da mediatore tra
debitore, creditori e tribunale.
Inoltre, non tutti possono accedere ai benefici previsti. È necessario dimostrare di aver agito in
buona fede e di non aver causato il sovraindebitamento con dolo, colpa grave o spese
irresponsabili.
È importante sapere, poi, che anche dopo l’approvazione del piano, il debitore è tenuto a
rispettare precisi obblighi per un periodo prolungato, che può durare anche diversi anni. Qualsiasi
inadempienza può portare alla revoca dei benefici ottenuti, rendendo vano tutto il percorso
compiuto fino a quel momento.
Nonostante questi limiti, le procedure previste dalla legge rappresentano oggi l’unico vero
strumento per affrontare legalmente una situazione di grave indebitamento senza dover ricorrere a
soluzioni estreme. Non si tratta solo di cancellare debiti, ma di dare dignità e una seconda
possibilità a chi ha avuto il coraggio di affrontare i propri problemi finanziari a viso aperto.
La strada per uscire dall’incubo dei debiti è lunga e non priva di ostacoli, ma è percorribile. Il
consiglio per chi si trova in una situazione simile è quello di non aspettare di toccare il fondo:
informarsi, chiedere aiuto e affidarsi a professionisti seri può fare la differenza tra la rovina e una
nuova partenza, e noi di Ripartire da Zero siamo qui per affiancarci a voi in questo percorso,
mettendo a vostra disposizione tutte le nostre competenze e professionalità.



